Caritas Trieste – La storia di Saif

Caritas Trieste, sul territorio, fa un lavoro fondamentale. Lo dimostra la storia di Saif, pachistano, che è stato accolto e poi inserito in un percorso d’inserimento lavorativo che gli ha permesso di diventare pasticcere.

Parallelamente alla sua storia ce ne sono tante altre di ragazzi che necessitano di supporto. La Caritas offre diversi progetti a sostegno dei giovani, tra questi il progetto di Cassa Ammende per il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate è finanziato dal Ministero della Giustizia in collaborazione con il Comune di Trieste, UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) e USSM (Ufficio Servizio Sociale per Minorenni) di Trieste, con cui l’ente capofila Lybra Cooperativa Sociale Onlus e la Fondazione Diocesana Caritas Trieste onlus collaborano.

Quest’anno, grazie alla fondazione Caritas di Trieste e al progetto SAFE è prevista l’attivazione di tirocini a scopo formativo o di inserimento lavorativo. Tra i partecipanti, diversi ragazzi con situazioni penali difficili.

In caso di maggiorenni che hanno problemi con la giustizia, con conseguenti difficoltà a re-inserirsi nella società, l’inserimento lavorativo è lo scopo primario.

“Mi chiamo Saif, ho 23 anni e sono pachistano. Sono in Italia da 5 anni, e da due anni faccio il pasticcere in una pasticceria del centro di Trieste. Mi sento finalmente realizzato. È stato un percorso lungo, devo dire grazie alla Caritas che fin dai primi mesi mi ha accolto, fatto studiare, offerto la possibilità di formarmi e trovare un lavoro.”

LE ATTIVITÀ SVOLTE

Negli ultimi tempi sono state avviate diverse attività tra cui attività di coaching e tutoraggio per la ricerca di lavoro, percorsi di formazione base per l’autoimprenditorialità, progetti di accompagnamento all’internazionalizzazione delle piccole imprese e delle start-up, l’istituzione di corsi di lingua (francese, arabo, inglese) e corsi professionalizzanti quali grafica, sartoria, falegnameria e giardinaggio.

LA SITUAZIONE ATTUALE

I dati della pandemia parlano chiaro: la situazione oggi è ancora più complessa di un anno fa. Il report prodotto da Caritas Trieste sulle povertà è così commentato dall’Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi,oltre ad analizzare numeri e dati, intende scuotere le coscienze di tutti di fronte alla povertà resa ancor più grave e severa dall’avvento della pandemia da coronavirus. Dietro ai numeri ci sono le persone, ci sono dei fratelli e delle sorelle fragili e bisognosi, ci sono bambini, famiglie, migranti in difficoltà. Il Report è soprattutto il resoconto di una vicenda cristiana d’amore, fatta di fraternità e prossimità come ci chiede spesso Papa Francesco”.

Dal rapporto sulle povertà della Caritas di Trieste abbiamo sottolineato alcuni numeri:

  • Aumentano le persone supportate, da 5.791 a 6.562 (+13,3%).
  • Le persone che non si erano mai rivolte alla Caritas, i nuovi poveri, sono state 4.561, cioè il 69,9% del totale, 1.000 persone in più rispetto al periodo pre-pandemia;
  • Cresce il numero dei giovani 18-34 anni. Non solo migranti ma +16,0% di residenti con problemi di disoccupazione/inoccupazione;
  • Rispetto alla Povertà Alimentare, l’Emporio della Solidarietà è il servizio per residenti che ha avuto l’incremento maggiore (+6,9% pari a 1.066 persone) così come il Refettorio ha visto aumentare gli italiani (dal 3,0% al 9,4%);
  • Avanza la Povertà Energetica evidenziata dall’aumento dalle morosità delle utenze (da 21,5% nel 2018 a 28,2% nel periodo di emergenza) perché si è ridotta la capacità di spesa di disoccupati (23,4%) o lavoratori poveri (22,3%);
  • Maggiore impegno per il disagio abitativo presente sul territorio che ha portato all’apertura di nuovi servizi in convenzione con il Comune di Trieste, superando l’Emergenza Freddo del periodo invernale a favore di un aumento dei posti stabili da 45 a 110. Inoltre abbiamo garantito a 119 persone senza dimora l’accoglienza in isolamento fiduciario in collaborazione con il Comune;
  • Si evidenzia la presenza significativa di minori all’interno dei nuclei familiari assistiti da Caritas (848), segnale dell’ampliamento della povertà minorile e della diseguaglianza sociale;
  • È continuato il flusso degli arrivi dalla Rotta balcanica. Dall’apertura del servizio di isolamento fiduciario preventivo, obbligatorio per qualsiasi persona proveniente dall’estero, in collaborazione con la Prefettura di Trieste, si registra la presenza di 2.736 persone accolte di cui 62 famiglie con 162 minori.