Caritas Italiana

Che cos’è SAFE per noi?

Innanzitutto è l’occasione per avviare nuovi processi di collaborazione e di crescita tra diversi mondi rappresentati dai tanti partner di rete.  Safe è un’opportunità per sperimentare approcci e metodi di lavoro innovativi ad intra (all’interno della rete Caritas) e ad extra (con i diversi stakeholders presenti nei diversi territori coinvolti)  su ambiti prioritari per Caritas quali contrasto alla povertà, l’inclusione lavorativa, la povertà sanitaria. Innovazioni in grado di soddisfare i bisogni sociali emergenti creando nuove relazioni  e nuove collaborazioni.  Infine un’opportunità per il rafforzamento di reti territoriali di intervento multidisciplinare e multidimensionali, all’interno delle quali l’innovazione sociale diventa strumento per consolidare la sostenibilità delle azioni, accrescere la prossimità alle persone in difficoltà e l’impatto delle misure sperimentate con il progetto.

I punti di forza del progetto sono:

  1. La presenza di tanti partner che hanno un’esperienza concreta di lungo periodo e un’operatività in questi ambiti e partecipano, la maggior parte di loro, ad un gruppo di lavoro, la Comunità Professionale Europa, che da diversi anni si occupa di dare una dimensione europea alle politiche sociali che si attuano in Italia, per contribuire a costruire un’Europa più solidale. Un gruppo che ha condiviso saperi, esperienze e modalità di lavoro per costruire una base comune metodologica  che,  anche a partire da esperienze europee, ha sperimentato modalità innovative di inclusione  e empowerment della persona attraverso processi di innovazione sociale. 
  2. Un lavoro che si integra con l’esperienza pluriannuale di Caritas Italiana di coordinamento e monitoraggio delle misure di contrasto alla povertà da un lato, e di promozione e advocacy dall’altro. 

La collaborazione di diversi enti come valore aggiunto

La coesione sociale, la crescita del benessere delle comunità e la lotta alla povertà richiedono, soprattutto con la situazione attuale, la mobilitazione di tutti. 

La costruzione di reti nazionali, tra esperienze e competenze, facilita la condivisione dei feedback dalle azioni progettuali sviluppate nei diversi contesti locali, accresce la possibilità di valorizzare le acquisizioni metodologiche e accresce l’impatto e la sostenibilità sia a livello locale che a livello nazionale delle sperimentazioni avviate con il progetto.

Per costruire delle strategie di innovazione nella lotta all’esclusione sociale, alle diseguaglianze e nella lotta alla povertà, sempre più necessarie in questo contesto socio economico, occorrono alleanze e processi partecipativi di co-progettazione  e condivisione al fine di selezionare, riconoscere, monitorare e replicare le pratiche e soluzioni più efficaci, che possano a loro volta generare lo sviluppo di politiche integrate, e sociali, di inclusione e di sviluppo.

A livello nazionale, ci aspettiamo di:

  • Far diventare patrimonio comune quanto emerge dalle sperimentazioni di azioni sociali innovative nei singoli contesti;
  • Rafforzare e/o consolidare le reti formali ed informali anche in una logica di sussidiarietà funzionale in grado di coniugare i bisogni delle fasce più vulnerabili con le opportunità offerte dalle nuove risorse e strumenti messi in campo dalle recenti riforme del sistema di protezione sociale e del welfare.
  • Promuovere sviluppo e non solo “il rammendo di emergenze e problemi”, permettendoci di investire energie e competenze per la creazione di misure che prevengano la povertà sui territori, dando maggior respiro ai nostri interventi, animando processi per la creazione di nuove progettazioni capaci di anticipare i tempi e i problemi.

La Caritas Italiana

La Caritas Italiana è l’organismo pastorale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per la promozione della carità. Ha lo scopo cioè di promuovere «la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica» (art.1 dello Statuto). È nata nel 1971, per volere di Paolo VI, nello spirito del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II. Fondamentale il collegamento e confronto con le 220 Caritas diocesane, impegnate sul territorio nell’animazione della comunità ecclesiale e civile, e nella promozione di strumenti pastorali e servizi: Centri di ascolto, Osservatori delle povertà e delle risorse, Caritas parrocchiali, Centri di accoglienza, ecc.

I compiti

• Collaborare con i Vescovi nel promuovere nelle Chiese particolari l’animazione della carità e il dovere di tradurla in interventi concreti;

• Curare il coordinamento delle iniziative e dei servizi di ispirazione cristiana;

• Indire, organizzare e coordinare interventi di emergenza in Italia e all’estero;

• In collaborazione con altri organismi di ispirazione cristiana:

– Realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause;

– Promuovere il volontariato e favorire la formazione degli operatori pastorali della carità e del personale di ispirazione cristiana impegnato nei servizi sociali;

– Contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Sud del mondo anche attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. 

Solidarietà a tutto mondo

Educazione alla pace e alla mondialità, dialogo, corresponsabilità sono anche le linee portanti degli impegni della Caritas nel mondo. Negli interventi internazionali vale il principio della sussidiarietà, nel senso di integrare gli sforzi che primariamente spettano a ciascuna Chiesa locale dei Paesi colpiti da calamità o in cammino verso lo sviluppo. Si cerca anche di creare le condizioni di intervento per le Caritas diocesane disponibili ai gemellaggi, preziosa occasione di reciprocità. Costante è il collegamento con le altre Caritas nazionali, direttamente e attraverso la “rete” di Caritas Internationalis, che raccoglie in federazione 162 organizzazioni. Ne riunisce 48, invece, Caritas Europa. Ci sono poi i microprogetti di sviluppo, di piccola entità ma significativi per l’autopromozione locale, proposti dalle stesse comunità del Sud del mondo e divulgati dalla Caritas. Sono finanziati da parrocchie, scuole, associazioni, famiglie che così entrano direttamente in contatto con chi riceve per uno scambio di valori.